-"Questo significa che, possedendo un qualsiasi dominio, con un semplice punto si possono creare dei "sottodomini": cioè dei siti collegati a quello principale? Dunque, se ho ben capito, chi ha registrato il dominio www.dio.it lo può usare per farsi il sottodominio www.ra.dio.it. E allo stesso modo, Lei può fabbricare tutti i sottodomini che vuole per le parole che finiscono in ...tivo."
-"Afferma.tivo, giovanotto. E' esattamente così che funziona la cosa.
Per concludere: grazie a me, mr tivo, lei potrà acquistare www.sostan.tivo.it: un sottodominio di tivo.it, cioè mio. Cosa vuole che cambi un punto in più all'interno della parola sostantivo?
"Se lo dice Lei..... disse Ivo. Sono sul punto di accettare. Prima pero' vorrei sapere qualcosa di piu'.....su di Lei. Che cosa ci fa un vecchio -mi perdoni -acronimo in un tempio dei tempi moderni come internet?"-
- "Questa è una storia nella storia. Meno male che narra.tivo me lo sono tenuto per me, così forse saprò raccontarla come si deve."-
Il suo discorso prese un tono evoca.tivo.
- "Devi sapere, caro Ivo - ora che sei entrato nella grande famiglia dei sottodomini, posso darti del tu, vero? - che per noi acronimi la vita non è mai stata facile. Da bambini vivevamo chiusi dentro i manuali di giochi di parole: libri che pochi editori pubblicano, pochissimi comprano e ancor meno persone leggono. Di solito stavamo insieme agli acrostici, che sono dei componimenti poetici, come se fossero degli acronimi in versi. Questi acrostici ci trattavano con un certo sussiego: i più fortunati di noi erano infatti sigle di industrie e marchi di fabbrica, e perciò ci trattavano come capitalisti venali e ingordi.
Questo valeva per qualcuno di noi (DC, PSI), non certo per tutti. E comunque, non per me. Andiamo, cosa mai può valere un acronimo come TIVO?
Io, per campare, ero costretto ad offrirmi come suffisso ai pochi poeti ancora in circolazione: quelli con la vena malinconica, per i quali parole come contemplativo o meditativo sono importanti.
Il mio tenore di vita era insomma assai basso sia sul piano quantita.tivo che qualita.tivo.
E continuò ad esserlo, finchè non apparve lui. Me lo ricordo benissimo: era il 1999. Ero lì che mi compa.tivo (questo almeno me lo potevo permettere), quando mi giunse una lettera:
"Gentile sig. Tivo, Le comunico che in data odierna ho registrato un sito col suo nome: www.tivo.it. Sarei lieto se volesse partecipare alla vendita dei sottodomini da esso derivabili, che sto per iniziare". La breve comunicazione portava la firma CC: Claudio Ciaravolo, corredata da indirizzo.

 

continua ....

 

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